fulmini al rallentatore

Il fulmine è un fenomeno meteorologico tanto affascinante quanto pericoloso. In meteorologia un fulmine è un fenomeno direttamente collegato all’elettricità dell’atmosfera, che genera una violenta scarica elettrica tra due corpi con una differenza elevata di potenziale elettrico. I fulmini che si generano tra la nuvola ed il suolo sono più facilmente osservabili ad occhio nudo, tuttavia talvolta si verificano anche scariche elettriche tra due nuvole oppure all’interno di una stessa nuvola. I fulmini sono velocissimi, e anche se a volte ci sembra di vederli perfettamente in realtà sono diversi i dettagli che ci sfuggono e che non riusciamo a cogliere. Solo utilizzando strumenti performanti e tecnologici, come le fotocamere moderne ad alta velocità, è possibile fermare e vivisezionare gli istanti della caduta e della risalita di un fulmine.

Da un punto di vista scientifico l’occhio umano non riesce a dare informazioni al cervello sotto 1/24 di secondo. Per questo motivo riusciamo idealmente a scattare soltanto 24 foto quando cade un fulmine. Per capire quanto sia “obsoleto” il nostro occhio, basti sapere che una mosca è in grado potenzialmente di scattare 250 foto durante la caduta di un fulmine, mentre una fotocamera ad alta velocità ne riesce a scattare addirittura 7.000. Questo per capire quanto la percezione che abbiamo della vista di un fulmine sia profondamente lontana dalla realtà.

Il professor Liu Ningyu, del Florida Institute of Physics Laboratory Geospace Technology, si è messo di buzzo buono e con l’aiuto di una fotocamera ad alta velocità ha deciso di riprendere un violento temporale che si è abbattuto a Melbourne, in Florida, il 20 maggio scorso. La velocità di ripresa è stata pari a 7.000 fotogrammi al secondo, mentre la velocità di riproduzione è stata di 700 fotogrammi al secondo. Le immagini sono impressionanti e spettacolari, dal momento che le riprese del professor Liu Ningyu riescono ad immortalare tutta la “vita” del fulmine: dalla sua nascita alla sua propagazione, fino allo scoppio ed alla caduta violenta al suolo. Guardiamo il video a pagina 2.