Gli spazzolini da denti possono essere più pericolosi di quel che si immagini, soprattutto se in casa si ha la brutta abitudine di tenerli tutti nella stessa tazza o nello stesso contenitore. Se è vero che condividere il bagno con dei coinquilini o semplicemente con i propri familiari è una necessità a cui spesso non ci si può sottrarre, è altrettanto vero che è bene prestare attenzione al posto in cui gli spazzolini vengono conservati. Se due spazzolini di due persone diverse entrano in contatto, infatti, è forte il rischio di essere contagiati da qualche malattia. Gli spazzolini dovrebbero – per così dire – avere la possibilità di respirare: pertanto, sarebbe auspicabile ricorrere a contenitori differenti per conservarli.

Non va dimenticato, in effetti, che ogni spazzolino da denti è un vero e proprio ricettacolo di batteri, paragonabile addirittura al pavimento del bagno. Una ricerca britannica di un paio di anni fa, per esempio, ha dimostrato che sono oltre dieci milioni i batteri che possono eleggere uno spazzolino a propria abitazione: e tra questi c’è anche il celebre – non per motivi positivi – e pericoloso Escherichia Coli.

La dottoressa Ann Wei ha avuto modo di spiegare che uno spazzolino si carica di batteri con grande velocità e, soprattutto, in tanti modi diversi, spesso senza che il proprietario ci faccia caso. Può accadere, tra l’altro, che quando ci si lava qualche schizzo di acqua sporca finisca proprio sullo spazzolino; o, addirittura, che vi si depositino i batteri che giungono dal water, soprattutto se questo viene lasciato aperto.

Insomma, in un bagno i batteri svolazzano nell’aria e si depositano su qualsiasi superficie, spazzolini compresi. Non va dimenticato, poi, che in questo ambiente le correnti di aria sono in grado di sollevare una grande quantità di agenti patogeni, che vengono portati e trasmessi con le scarpe e che, oltre che sui pavimenti, si trovano sui muri e sulle superfici dei mobili. Chiaramente, è facile intuire che anche l’utilizzo condiviso dello stesso spazzolino da parte di due o più persone è quanto di più rischioso si possa immaginare.

Ma non è tutto, perché anche l’impiego del medesimo dentifricio può essere considerato una fonte di contagio, in modo particolare se si è soliti appoggiare il tubetto e farlo entrare a contatto con le setole. Chiaramente, nel caso in cui uno spazzolino cada sul pavimento, non si può commettere l’errore di prenderlo da terra e usarlo come se niente fosse. Non c’è regola dei cinque secondi che tenga, perché i batteri si “aggrappano” subito. Quando uno spazzolino sfugge dalle mani e finisce per terra, quindi, non c’è altro da fare che buttarlo nella spazzatura.

Ciò non vuol dire che uno spazzolino mai caduto debba essere usato in eterno: gli esperti, infatti, suggeriscono di cambiarlo almeno una volta ogni tre mesi, visto che in qualsiasi caso in questo lasso di tempo finisce per riempirsi comunque di batteri (senza dimenticare che le setole si rovinano e non sono più efficaci).

Se proprio non si è intenzionati a sostituire lo spazzolino così di frequente, comunque, si può pensare di metterlo a bagno in un contenitore con all’interno un po’ di acqua ossigenata, allo scopo di tenerlo pulito.

Anche i gesti che siamo soliti compiere nella vita di tutti i giorni, quindi, possono rivelarsi pericolosi se non si adottano le giuste precauzioni e se non si bada a come ci si comporta. I casi di infezioni da Escherichia Coli dovute a spazzolini contaminati sono più diffusi di quel che si possa pensare, ed è noto che questo batterio è davvero pericoloso. Considerando che si sta parlando di un oggetto che viene inserito in bocca diverse volte al giorno, forse è il caso di prestarvi attenzione.