Carta di imbarco, ecco perché è pericolosa

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In un’epoca come quella attuale in cui chiunque ha il desiderio di condividere ogni dettaglio della propria esistenza su Internet, attraverso i social network, capita di rendersi protagonisti di qualche leggerezza di cui non ci si rende conto e di commettere qualche errore che può avere conseguenze molto gravi. Per esempio, chi va in vacanza o comunque parte per un viaggio in aereo non di rado ha l’abitudine di scattare una foto alla propria carta di imbarco e di postarla su Facebook o su Twitter. Quasi un cult, una consuetudine che forse ha lo scopo di suscitare un po’ di invidia in chi guarderà quell’immagine e magari è costretto a rimanere a casa.

Insomma, per molte persone che vogliono mettere il proprio album delle vacanze sui social la prima foto è proprio quella della carta di imbarco: è questo è uno degli errori di cui parlavamo in precedenza, una leggerezza che potrebbe costare molto cara. Ogni volta che si posta sul web un’immagine della carta di imbarco, infatti, si corre un rischio molto significativo, perché il biglietto riporta un codice a barre dal quale è possibile estrarre – per altro, con una certa facilità – una grande quantità di informazioni.

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L’allarme è stato lanciato da Brian Kebs, il quale sul suo blog fornisce consigli e suggerimenti su come sfruttare la tecnologia in maniera sicura e senza pericoli. Ebbene, a proposito di questo tema Krebs non solo invita a non pubblicare più in Rete le foto delle carte di imbarco, ma anche a non buttare la carta nella spazzatura se non dopo averla ridotta a brandelli al fine di renderla illeggibile.

Ma quali sono i dati così preziosi che possono essere ricavati da una carta di imbarco? Su quel documento sono riportati il nome e il cognome di chi viaggia, ma anche l’aeroporto di partenza e quello di destinazione: SCOPRI DI PIU’ A PAGINA 2 >

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